Il Teatro della scuola

Rivisitiamo il passato per sapere chi siamo e dove andiamo: viaggio semiserio dall’Unità d’Italia ai nostri giorni

Signor Direttore, signori insegnanti, amatissimi genitori e compagni di scuola, questo spettacolo di fine anno che vi offriamo, non nasce per caso. È il frutto di cinque anni di lavoro che hanno profondamente segnato la nostra vita culturale ed hanno contribuito a formare la nostra intelligenza ed il nostro carattere, a modulare i nostri sentimenti e ad affinare il nostro senso critico, ad affermare la nostra personalità, a diventare, quindi, “uomini e cittadini” consapevoli e responsabili.

Il tema che cerchiamo di affrontare stasera è stato ampiamente trattato durante questi anni. Siamo stati avviati alla rivisitazione del passato per sapere chi siamo e dove andiamo. Conoscere il passato per

capire il presente e progettare il futuro. Tutto ciò in un’epoca dove si vive in fretta cogliendo a mala pena e superficialmente il presente con scarsa attenzione verso il futuro ed impegnati a dare importanza ai consumi, ai simboli del benessere.Siamo quindi tutti stranieri, forestieri, non conosciamo il nostro territorio, le sue usanze e i suoi costumi, la sua storia e men che meno la storia del nostro “ Paese “, la nostra bandiera tricolore e quello che ha significato per il nostro presente e quali uomini, idee, sacrifici hanno preparato il nostro benessere oggi. Il nostro lavoro ci ha portati a considerare che non ci può essere futuro senza passato e che le nostre storie personali servono a costruire, pezzo dopo pezzo, la storia di tutti.

Per queste ragioni abbiamo voluto intraprendere questo viaggio semiserio dall’Unità d’Italia ai nostri giorni, da Garibaldi a Carlo Azeglio Ciampi, dai nostri trisavoli ai nostri carissimi genitori, dalla “maestrina dalla penna rossa” di De Amicis, alle nostre carissime, impagabili, affettuose, indimenticabili maestre.

E’ un viaggio meraviglioso a cavallo del tempo, un sogno, si, un sogno meraviglioso, ad occhi aperti, un sogno in un’epoca in cui non si sogna più. Il sogno è una risorsa importante per noi bambini perché i nostri anni sono soprattutto un bel sogno. Non sappiamo se abbiamo fatto un bel lavoro. Questo lo giudicherete voi e, siamo certi sarete pazienti e benevoli. Quello che è certo è che per noi è stata un’esperienza unica che porteremo con noi per sempre nel nostro viaggio verso la vita.

E’ scritto che ogni bambino è il padre dell’uomo che verrà. Se è così, grazie al lavoro dei nostri genitori e dei nostri maestri, sapremo essere persone consapevoli, tolleranti, umane, giuste,oneste.

Che il Signore guidi i nostri passi e che ci assista sempre.
Grazie signor direttore, signori insegnanti, carissimi compagni di scuola, genitori.
Gli Alunni delle classi quinte dell'anno scolastico 2000/2001
*Relazione di presentazione del progetto letta dagli alunni il
29/05/2001 prima della rappresentazione.